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Conta cellule endoteliali

 
Endotelio corneale
microscopio per esame endoteliale
 
microscopio per esame endoteliale
Conta cellule endoteliali
Microscopio
 
Videata esame conta cellule endoteliale
Conta cellule endoteliali
Cellule normali per numero e dimensioni ma con aree scure prive di cellule per una degenerazione guttata della cornea.
 
Videata esame conta cellule endoteliale
Conta cellule endoteliali
Numero di cellule basso
 
Videata esame conta cellule endoteliale
Conta cellule endoteliali
Cellule grandi in endotelio di paziente con trapianto di cornea con forme leggermente irregolari.
 
Videata esame conta cellule endoteliale
 
Videata esame conta cellule endoteliale
Conta cellule endoteliali
Endotelio di paziente adulto. Esame nella norma per forma e dimensioni delle cellule. Normale il numero di cellule per mm2 compreso tra 1000 e 3000.  

E’ lo strato più profondo della cornea costituito da cellule a forma esagonale adiacenti l’una all’altra.
La visione di queste cellule ricorda un po’ il nido d’ape.
La loro forma esagonale, la distribuzione uniforme ed i margini netti e contigui, sono condizioni fondamentali per lo stato di salute della cornea.
Le cellule endoteliali non si riproducono. Le cellule che “perdiamo” fisiologicamente quindi non verranno sostituite per rinnovamento cellulare.
Ciò comporta seri problemi nel caso di lesioni o danni endoteliali.
Se la lesione è lieve, le cellule circostanti tendono coprire il danno “allargandosi”. Per una serie di fenomeni dovuti alla distribuzione cellulare quindi si ha come risultato una minor densità cellulare.
Nel corso della vita il numero delle cellule cambia fisiologicamente.
L’invecchiamento dell’endotelio corneale associato a traumi o e/o traumi post chirurgici comportano la perdita di molte cellule tanto da poter indurre un edema corneale.
L’endotelio corneale svolge una funzione di pompa e di barriera tra le diverse strutture. Quando il risultato di queste attività viene alterato, si può arrivare ad un’alterazione della trasparenza della cornea. Le caratteristiche fisiologiche ed istologiche che lo caratterizzano, rendono l’endotelio corneale particolarmente sensibile ad attacchi dovuti ad infezioni, traumi o interventi.
Da qui nasce la necessità di monitorare lo stato di salute dell’endotelio corneale.

 

L’esame della microscopia endoteliale

Vi sono diverse modalità di esame dell’endotelio corneale.
Oltre all’esame in lampada a fessura, ormai un po’ superato, eseguito grazie all’utilizzo di una particolare lente, l’esame può essere effettuato con strumenti “a contatto “ o “non a contatto”.  
Tutte e due le metodologie di indagine consentono un’analisi morfologica, densiometrica o morfometrica del tessuto.
Il parametro più utilizzato è quello densiometrico, che valuta la densità delle cellule presenti in un’area campione.
La conta delle cellule endoteliali consiste quindi nel conteggio di cellule in un’area campione.
Durante l’analisi del tessuto endoteliale un altro aspetto fondamentale è la forma delle cellule. Il pleomorfismo infatti costituisce un’alterazione di forma delle cellule che non risultano essere esagonali. Ne consegue che la caratteristica forma a mosaico non viene mantenuta ed il tessuto endoteliale risulta quindi essere “indebolito”.

 

Come cambia il nostro endotelio?

Il numero delle cellule varia moltissimo nel corso della vita.
Il primo calo di numero inizia nel periodo dall’infanzia all’adolescenza per poi restare indicativamente stabile tra i 20 e i 50 anni e ridursi fisiologicamente dopo i 60.

 

Quando è necessario sottoporsi all’esame della biomicroscopia endoteliale?

In caso di:
  • traumi oculari
  • indicazione di intervento di cataratta
  • patologie corneali ( cornea guttata, pre-post intervento di trapianto corneale, distrofia di Fuchs etc..)
  • glaucoma (per verificare che l’ipertono non abbia indotto danni endoteliali).

Oltre ai danni acquisiti (da patologie, traumi, interventi etc…) l’endotelio può presentare danni congeniti e spesso geneticamente trasmessi, come da cornea guttata; pertanto un esame dell’endotelio nel corso della vita potrebbe rilevare informazioni importanti al mantenimento della trasparenza corneale.

 
Cosa mi accade quando devo sottopormi a questo esame?

L’esame non richiede alcuna preparazione da parte del paziente e viene eseguito ambulatorialmente ed in modo rapido.
Il metodo “a contatto” prevede l’istallazione di una goccina di anestetico e quindi il contatto di una piccola sondina sulla superficie oculare che rileva il dato necessario all’esame.
Il metodo non a contatto prevede che il paziente resti con l’occhio fermo e spalancato a fissare una mira luminosa mentre l’operatore acquisisce l’immagine.

 
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