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Chirurgia Refrattiva con laser ad eccimeri
 

Il giorno dell’intervento…

Qualunque tipo di tecnica il Vostro oculista abbia deciso di adottare, salvo eccezioni, non è richiesta alcun tipo di preparazione da effettuare a casa.

Il giorno del trattamento è preferibile presentarsi con un accompagnatore.

Prima di entrare in sala operatoria:

  • si somministra al paziente un blando sedativo
  • vengono instillate gocce di collirio antibiotico
  • vengono instillate gocce di collirio anestetico
  • vengono disinfettate palpebre e ciglia
 
   

In sala operatoria:

 

Una volta in sala operatoria il paziente viene fatto accomodare (sdraiato) su un lettino mobile posto al di sotto dell’apparecchio laser.
Si procede operando su un occhio alla volta e l’occhio non trattato viene coperto con un tampone.
Sull’occhio da trattare viene invece applicata una specie di “pellicola” che impedisce alle ciglia di interferire nel campo operatorio, ed una piccola mollettina chiamata “blefarostato” che serve per tenere aperte le palpebre.
Il chirurgo procede all’esecuzione del trattamento  che solitamente non richiede un tempo maggiore ai 10 minuti per occhio.

 
   
A casa...  
Dopo un primo controllo post operatorio il paziente viene dimesso (nella stessa giornata) con una terapia farmacologia a base di colliri (salvo diverse indicazioni) da assumere già poche ore dopo il trattamento.
Il primo controllo viene di norma fissato il primo giorno dopo l’intervento (o comunque entro i primi 3 giorni dall’intervento).
 
   

Cosa fare e cosa non fare:

 

Nel primo mese dopo l’intervento si sconsigliano:

  • l’esposizione al sole senza protezione
  • la pratica di attività sportive che prevedono il contatto fisico
  • la pratica del nuoto in piscina senza l’uso degli occhialini
  • i luoghi polverosi

Le normali attività possono, di norma, essere riprese dopo un periodo di 2-3 giorni di riposo.
Si ricorda che ogni caso è a se. Quindi in caso di particolare necessità è bene chiedere consiglio al proprio oculista.
Meglio essere ben informati su cosa è possibile fare e cosa è meglio evitare piuttosto che compromettere il buon esito dell’intervento.

 

 


 
 
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